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Carfluff, un'emergenza italiana

Argomento: comunicato_stampa

Dopo mesi di silenzio da qualche settimana si è tornati a parlare dei grossi problemi causati dallo smaltimento del car-fluff (il residuo estremamente eterogeneo proveniente dalla rottamazione degli autoveicoli).
Poiché la normativa italiana classifica tale materiale come rifiuto pericoloso, di fatto sarebbe proibito il suo stoccaggio nella discarica di Gello di Pontedera, che è autorizzata per rifiuti non pericolosi. La Provincia di Pisa ha però ugualmente consentito lo smaltimento nella discarica Ecofor del car-fluff dell’azienda Ecoacciai di Pontedera, derogando dalla normativa con un provvedimento “ad hoc” e minacciando problemi occupazionali in mancanza di un simile provvedimento.
Una politica lungimirante avrebbe dovuto prevenire il problema, non limitandosi a prendere atto di una nuova situazione di emergenza annunciata e trovando “soluzioni all’italiana”. Vale la pena ricordare che la comunità europea emanò già nel 2000 una direttiva ben precisa, in cui imponeva scadenze ed indicava le modalità di trattamento per il car-fluff: dal 2006 ed entro il 1 gennaio 2015, per tutti i veicoli fuori uso la percentuale di reimpiego e riciclaggio dovrà essere almeno dell'85 % del peso medio del veicolo ed entro la stessa data la percentuale di reimpiego e recupero dovrà essere almeno il 95% del peso medio del veicolo.
In seguito a questa direttiva varie aziende europee hanno iniziato a costruire stabilimenti proprio per recuperare e riciclare materia dal car-fluff e questo sta avvenendo in Belgio, Austria, Germania, Olanda ecc.
Aziende come la Volkswagen hanno avviato partnership per mettere in pratica la responsabilità estesa del produttore; ed in Italia ? In Italia si preferisce andare contro-corrente, sostenendo ed incoraggiando politicamente la costruzione di pericolosi impianti per l’incenerimento del car-fluff, o consentendone lo smaltimento in discarica ad un prezzo irrisorio, falsando il mercato, svendendo il nostro territorio e mettendo in difficoltà quelle poche aziende che hanno investito proprio nel trattamento corretto di questo materiale pericoloso.
Questa politica di costante emergenza dove potrà portare aziende come la Ecoacciai, gli operai e noi cittadini? La gestione corretta dei rifiuti deve essere un’opportunità per uscire dalla crisi, i politici devono invertire la rotta.



Pubblicato Sabato 03 Settembre 2011 - 15:24 (letto 1887 volte)
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