DISSOCIATORE MOLECOLARE ECOFOR A GELLO: COLPITO E AFFONDATO!


 

La scorsa settimana il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera ha diffuso presso i maggiori quotidiani del nostro territorio la notizia del ritiro definitivo dell'autorizzazione all'esercizio del Dissociatore Molecolare di Dumfries (Scozia). La SEPA (analogo scozzese dell'ARPAT) ha ufficialmente bloccato per sempre quell'impianto, che non ha mai funzionato e ha creato grossi problemi di inquinamento, sforando più volte i limiti di legge, diffondendo nell'aria inquinanti letali come la diossina e provocando anche un incendio, il tutto senza aver mai prodotto un solo chilowattora di energia elettrica. La notizia è rilevante anche per casa nostra, perché l'impianto scozzese doveva essere la referenza, il modello per quello molto più grande progettato a Gello da Ecofor. Il Coordinamento sin dal 2010 aveva segnalato non solo l'assoluta incoerenza del progetto, che contravveniva alle buone pratiche (obbligatorie per legge) per la corretta gestione dei rifiuti, ma anche l'inconsistenza e la completa inadeguatezza della tecnologia e dell'impianto proposto. Tanto è vero che al Tavolo Tecnico istituito dal comune riguardo al progetto del Dissociatore Molecolare, il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera ottenne la battuta in ritirata di Ecofor dal progetto stesso. Il progetto fu messo però in stand-by (non ritirato, e infatti ne CHIEDIAMO IL RITIRO!), perché era impresentabile e platealmente fallimentare, come il Coordinamento aveva anticipato e dimostrato.


Non è vero come dice Millozzi che "avevamo dubbi sull'impianto scozzese e bloccammo quello di Gello". Le disastrose notizie sull'impianto scozzese vennero pubblicate dal Coordinamento, che le aveva ottenute dalla SEPA. Ecofor non le aveva presentate al Tavolo, o forse non le conosceva. E nelle diverse visite all'impianto, una fatta congiuntamente tra comune, Ecofor e Arpat, nessuno si era accorto (o anche solo preoccupato) che l'impianto non funzionava e non aveva ancora mai funzionato. L'impianto dunque non fu bloccato per "dubbi", ma perché di fronte a dati di fatto inoppugnabili il Comune non aveva altra scelta. 

Relativamente a una possibile alternativa di trattamento è grottesco dire come fa l'AD di Ecofor Signorini che "meno male non abbiamo seguito l'indicazione del coordinamento", riferendosi alle vicende giudiziarie del patron dell'azienda di Arese il cui impianto rappresentava un esempio di trattamento per il Car Fluff (i rifiuti della rottamazione delle auto). Come contributo del Coordinamento al Tavolo Tecnico abbiamo prodotto un corposo documento che illustrava possibili alternative, di cui Green Fluff (questo il nome dell'azienda lombarda) era solo una parte, e un esempio di approccio al trattamento del car fluff, che appunto doveva costituire uno dei rifiuti "dati in pasto" al Dissociatore. Tra l'altro un illecito di un imprenditore non significa automaticamente che la tecnologia utilizzata nella sua azienda non sia più valida. Un processo simile infatti è utilizzato ad esempio da un'altra azienda proposta dal Coordinamento al Tavolo Tecnico, la tedesca SiCon che collabora con Volkswagen. Inoltre la stessa Ecoacciai di Gello, indicata come modello dal Sindaco di Pontedera, ci risulta abbia utilizzato proprio GreenFluff come fornitore. Di tutto il resto del nostro documento sulle alternative Signorini non parla. Per fortuna ha l'onestà intellettuale (non sappiamo quanto volontaria) di ammettere che Ecofor si sta "orientando verso altre strade che consentano la differenziazione dei rifiuti industriali": infatti l'unica cosa che procede per ora è proprio l'ampliamento della Discarica di Gello, con buona pace del "superamento delle discariche" che è stato anche un mantra delle campagne elettorali dei nostri politici locali. La differenziazione sarà dunque, tristemente, nella destinazione dei rifiuti: prima la vecchia discarica, poi la nuova! 

 

I Comuni azionisti di Ecofor, fra cui appunto quello di Pontedera, dovrebbero ringraziare il Coordinamento per aver fatto risparmiare all'azienda da loro partecipata decine di milioni di euro, e alla popolazione danni ambientali e sanitari ingenti. Si assiste invece, tristemente, alla monotona volontà da parte di politici e amministratori di controllate di attribuirsi meriti che, purtroppo per le istituzioni e le imprese che amministrano, non hanno.

 
 


 CGCRValdera



Articolo tratto da: Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera - http://www.cgcrvaldera.it/
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